Codice Rosso: nuove tutele per le vittime di violenza domestica e di genere

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Avv. Marco Trasacco | Il c.d. “Codice rosso” è legge. La Legge n. 69 del 19/07/2019 recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere” è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 25/07/2019 ed è entrata in vigore in data 9/08/2019.

La legge n. 69 del 2019 (orientata contro la violenza domestica e di genere, come indicato dallo slogan CODICE ROSSO), entrata in vigore in data 9 agosto 2019, viene qui riportata con riferimento alle principali ricadute sostanziali e processuali di sistema.

Sotto il profilo processuale, c’è un gruppo di norme “acceleratorie”, finalizzate a dare priorità ad alcune notizie di reato per cui i reati di violenza domestica e di genere attraverso questa modifica legislativa sembrano essere stati riqualificati come bene giuridico superiore.

REATI MODIFICATI DALLA RIFORMA

I reati interessati sono quelli di cui agli articoli 572 (maltrattamento contro familiari o conviventi), 582 (lesioni personali) e 583- quinquies (deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso), 576 e 577 (aggravanti applicabili alle lesioni), 609-bis (violenza sessuale), 609- ter (aggravanti in materia sessuale), 609-quater (atti sessuali con minorenne), 609- quinquies (corruzione di minorenne), 609-octies (violenza sessuale di gruppo), 612-bis (atti persecutori) e 612-ter (diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) c.p..

Nuovi reati: 

Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa ex art. 387-bis c.p. – Si riferisce alla violazione degli obblighi e dei divieti derivanti dall’applicazione delle misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare (art. 282-bis c.p.p.) e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 282-ter) o della misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare (art. 384-bis c.p.p.).

1. Dopo l’articolo 387 del codice penale e’ inserito il seguente; «Art. 387-bis (Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa). – Chiunque, essendovi legalmente sottoposto, violi gli obblighi o i divieti derivanti dal provvedimento che applica le misure cautelari di cui agli articoli 282-bis e 282-ter del codice di procedura penale o dall’ordine di cui all’articolo 384-bis del medesimo codice e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni».

Costrizione o induzione al matrimonio ex art. 558-bis c.p. – Punisce chi costringe con violenza o minaccia o induce approfittando della vulnerabilità o dell’inferiorità psichica o della necessità di una persona a contrarre matrimonio o unione civile. 

Art. 7 Introduzione dell’articolo 558-bis del codice penale in materia di costrizione o induzione al matrimonio 1. Dopo l’articolo 558 del codice penale e’ inserito il seguente; «Art. 558-bis (Costrizione o induzione al matrimonio). – Chiunque, con violenza o minaccia, costringe una persona a contrarre matrimonio o unione civile e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni. La stessa pena si applica a chiunque, approfittando delle condizioni di vulnerabilita’ o di inferiorita’ psichica o di necessita’ di una persona, con abuso delle relazioni familiari, domestiche, lavorative o dell’autorita’ derivante dall’affidamento della persona per ragioni di cura, istruzione o educazione, vigilanza o custodia, la induce a contrarre matrimonio o unione civile. La pena e’ aumentata se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni diciotto. La pena e’ da due a sette anni di reclusione se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni quattordici. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando il fatto e’ commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia ovvero in danno di cittadino italiano o di straniero residente in Italia».

Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso ex art.583-quinquies c.p. – Diviene autonoma la fattispecie della deformazione e dello sfregio permanente del viso quando riveniente da lesioni personali (con abrogazione della relativa aggravante speciale di cui all’art. 583, co. 2, n. 4). È prevista la reclusione da otto a quattordici anni con interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno; l’omicidio commesso in occasione della commissione di tale delitto è punito con l’ergastolo (art. 576, co. 1, n. 5, c.p.: modificato); la commissione di tale delitto incide in materia di divieto di concessione dei benefìci e accertamento della pericolosità sociale dei condannati per taluni delitti (art. 4-bis, co. 1- quater e 1-quinquies, L. 354/1975: modifica).

«Art. 583-quinquies (Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso). – Chiunque cagiona ad alcuno lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso e’ punito con la reclusione da otto a quattordici anni. La condanna ovvero l’applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per il reato di cui al presente articolo comporta l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno». 2. All’articolo 576, primo comma, numero 5, del codice penale, dopo la parola: «572,» e’ inserita la seguente: «583-quinquies,». 3. All’articolo 583, secondo comma, del codice penale, il numero 4 e’ abrogato. 4. All’articolo 585, primo comma, del codice penale, dopo la parola: «583-bis» e’ inserita la seguente: «, 583-quinquies». 5. All’articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni; a) al comma 1-quater, dopo le parole: «per i delitti di cui agli articoli » e’ inserita la seguente: «583-quinquies,»; b) al comma 1-quinquies, dopo le parole: «per i delitti di cui agli articoli» e’ inserita la seguente: «583-quinquies,».

Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti ex art. 612-ter c.p. – Punisce chi, senza il consenso delle persone rappresentate, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito destinati a rimanere privati, dopo averli realizzati, sottratti ovvero ricevuti o acquistati al fine di recare loro nocumento.

1. Dopo l’articolo 612-bis del codice penale e’ inserito il seguente; «Art. 612-ter (Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti). – Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, e’ punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena e’ aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che e’ o e’ stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. La pena e’ aumentata da un terzo alla meta’ se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorita’ fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto e’ punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e’ di sei mesi. La remissione della querela puo’ essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d’ufficio nei casi di cui al quarto comma, nonche’ quando il fatto e’ connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio».
Inasprimento del trattamento sanzionatorio:

Sospensione condizionale della pena – Nei casi di condanna per i delitti interessati dalla riforma, la sospensione condizionale della pena è subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero (con oneri a carico del condannato) presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati.

Modifica all’articolo 165 del codice penale in materia di sospensione condizionale della pena 1. All’articolo 165 del codice penale, dopo il quarto comma e’ inserito il seguente; «Nei casi di condanna per i delitti di cui agli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609- quinquies, 609-octies e 612-bis, nonche’ agli articoli 582 e 583-quinquies nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, la sospensione condizionale della pena e’ comunque subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti Condannati per i medesimi reati». 2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli oneri derivanti dalla partecipazione ai corsi di recupero di cui all’articolo 165 del codice penale, come modificato dal citato comma 1, sono a carico del condannato.

Maltrattamenti contro familiari e conviventi ex art. 572 c.p. – La pena della reclusione passa da «da due a sei anni» a «da tre a sette anni», con pena aumentata fino alla metà se il fatto è commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità, o se il fatto è commesso con armi (abrogata all’uopo l’aggravante di cui all’art. 61, co. 1, n. 11-quinquies c.p. con riferimento a tale reato).

Il minore di anni diciotto che assiste ai maltrattamenti di cui all’art. 572 c.p. si considera persona offesa dal reato.

Il reato di maltrattamenti costituisce presupposto di applicazione delle misure di prevenzione personali applicate dall’autorità giudiziaria ex art. 4 ss. Codice delle leggi antimafia.

Atti persecutori ex art. 612-bis c.p. – La pena della reclusione passa da «da sei mesi a cinque anni» a «da un anno a sei anni e sei mesi». Il reato di atti persecutori giustifica il divieto di avvicinarsi a determinati luoghi, frequentati abitualmente da minori ex art. 8, co. 5, Codice delle leggi antimafia.

Art. 9 Modifiche agli articoli 61, 572 e 612-bis del codice penale, nonche’ al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 1. All’articolo 61, numero 11-quinquies, del codice penale, le parole: «, contro la liberta’ personale nonche’ del delitto di cui all’articolo 572,» sono sostituite dalle seguenti: «e contro la liberta’ personale,». 2. All’articolo 572 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni; a) al primo comma, le parole: «da due a sei anni» sono sostituite dalle seguenti: «da tre a sette anni»; b) dopo il primo comma e’ inserito il seguente; «La pena e’ aumentata fino alla meta’ se il fatto e’ commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilita’ come definita ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero se il fatto e’ commesso con armi»; c) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma; «Il minore di anni diciotto che assiste ai maltrattamenti di cui al presente articolo si considera persona offesa dal reato.». 3. All’articolo 612-bis, primo comma, del codice penale, le parole; «da sei mesi a cinque anni» sono sostituite dalle seguenti: «da un anno a sei anni e sei mesi». 4. All’articolo 4, comma 1, lettera i-ter), del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le parole: «del delitto di cui all’articolo 612-bis» sono sostituite dalle seguenti: «dei delitti di cui agli articoli 572 e 612-bis». 5. All’articolo 8, comma 5, del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le parole da: «di cui» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 1, comma 1, lettera c), e 4, comma 1, lettera i-ter), il divieto di avvicinarsi a determinati luoghi, frequentati abitualmente dalle persone cui occorre prestare protezione o da minori».

Aggravanti ex art. 577 c.p. – Si dà rilievo al discendente che sia tale anche «per effetto di adozione di minorenne» e non rileva più «la persona legata al colpevole da relazione affettiva e con esso stabilmente convivente» bensì «la persona stabilmente convivente con il colpevole o ad esso legata da relazione affettiva».

Inoltre si valorizzano anche la «stabile convivenza o relazione affettiva» e lo status di adottante o adottato.

È precluso il giudizio di prevalenza delle attenuanti diverse da quelle previste dagli articoli 62, nn. 1, 89, 98 e 114 c.p. rispetto alle circostanze aggravanti di cui al n. 1 del primo comma e al secondo comma, ossia quelle che fanno riferimento ai fatti commessi nei confronti di soggetti a cui si è legati da fattori affettivi.

Art. 11 Modifiche all’articolo 577 del codice penale 1. All’articolo 577 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni; a) al primo comma, numero 1, dopo le parole: «o il discendente» sono inserite le seguenti: «anche per effetto di adozione di minorenne» e le parole: «o contro la persona legata al colpevole da relazione affettiva e con esso stabilmente convivente» sono sostituite dalle seguenti: «o contro la persona stabilmente convivente con il colpevole o ad esso legata da relazione affettiva»; b) al secondo comma, dopo le parole: «l’altra parte dell’unione civile, ove cessata,» sono inserite le seguenti: «la persona legata al colpevole da stabile convivenza o relazione affettiva, ove cessate,» e dopo le parole: «la sorella,» sono inserite le seguenti; «l’adottante o l’adottato nei casi regolati dal titolo VIII del libro primo del codice civile,»; c) dopo il secondo comma e’ aggiunto il seguente; «Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 62, numero 1, 89, 98 e 114, concorrenti con le circostanze aggravanti di cui al primo comma, numero 1, e al secondo comma, non possono essere ritenute prevalenti rispetto a queste».

Violenza sessuale ex art. 609-bis c.p. – La pena della reclusione passa «da cinque a dieci anni» a «da sei a dodici anni», ossia la pena che era prevista per i fatti aggravati ex art. 609-ter c.p.

Le condotte aggravate ex art. 609-ter c.p. sono ora punite con la pena prevista per la violenza sessuale aumentata di un terzo. Tra queste viene meno ogni riferimento alle fasce di età della vittima (minore di quattordici anni ovvero minore di sedici anni se l’autore ne è l’ascendente o il tutore), rilevando solo la minore età in quanto tale ovvero il fatto che l’autore sia l’ascendente o il tutore della vittima.

Le fasce di età invece rilevano in quanto ora comportano un trattamento sanzionatorio ancora più gravoso, sempre rispetto alla pena prevista all’art. 609-bis: se la vittima non ha compiuto gli anni quattordici la pena è aumentata della metà, se è non ha compiuto gli anni dieci è invece raddoppiata.

È raddoppiato il termine per la proposizione della querela, che può essere proposta entro dodici mesi dal fatto, giusta modifica dell’art. 609-septies c.p..

Atti sessuali con minorenni ex art. 609-quater c.p. – La pena è aumentata se il compimento degli atti sessuali con il minore che non ha compiuto gli anni quattordici avviene in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, anche solo promessi.

Passa da tre a quattro gli anni la differenza anagrafica che rende non punibile il minore che compie atti sessuali con altro minore che ha compiuto gli anni tredici.

Il reato diviene perseguibile d’ufficio in ogni caso, giusta modifica dell’art. 609-septies c.p..

Violenza sessuale di gruppo ex art. 609-octies c.p. – La pena della reclusione passa «da sei a dodici anni» a «da otto a quattordici anni», anche nel caso di ricorrenza delle aggravanti ex art. 609-ter c.p.

Art. 13 Modifiche agli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-septies e 609-octies del codice penale 1. All’articolo 609-bis, primo comma, del codice penale le parole; «da cinque a dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a dodici anni». 2. All’articolo 609-ter del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni; a) al primo comma; 1) all’alinea, le parole: «La pena e’ della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all’articolo 609-bis» sono sostituite dalle seguenti: «La pena stabilita dall’articolo 609-bis e’ aumentata di un terzo se i fatti ivi previsti»; 2) il numero 1) e’ sostituito dal seguente; «1) nei confronti di persona della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il tutore»; 3) il numero 5) e’ sostituito dal seguente; «5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni diciotto»; b) il secondo comma e’ sostituito dal seguente; «La pena stabilita dall’articolo 609-bis e’ aumentata della meta’ se i fatti ivi previsti sono commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici. La pena e’ raddoppiata se i fatti di cui all’articolo 609-bis sono commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci». 3. All’articolo 609-quater del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni; a) dopo il secondo comma e’ inserito il seguente; «La pena e’ aumentata se il compimento degli atti sessuali con il minore che non abbia compiuto gli anni quattordici avviene in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilita’, anche solo promessi»; b) al terzo comma, le parole: «tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «quattro anni». 4. All’articolo 609-septies del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni; a) al primo comma, le parole: «articoli 609-bis, 609-ter e 609-quater» sono sostituite dalle seguenti: «articoli 609-bis e 609-ter»; b) al secondo comma, la parola: «sei» e’ sostituita dalla seguente: «dodici»; c) al quarto comma, il numero 5) e’ abrogato. 5. All’articolo 609-octies del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni; a) al secondo comma, le parole: «da sei a dodici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da otto a quattordici anni»; b) al terzo comma, le parole: «La pena e’ aumentata se concorre taluna delle» sono sostituite dalle seguenti: «Si applicano le».
Disciplina processuale

Formazione degli operatori di polizia – Con riferimento ai reati interessati dalla riforma, le Forze di polizia (Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Corpo di Polizia penitenziaria) devono attivare presso i rispettivi istituti di formazione specifici corsi, a frequenza obbligatoria per il personale individuato dall’amministrazione di appartenenza, destinati al personale che esercita funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria sulla prevenzione e il perseguimento dei reati su indicati e al personale che interviene nel trattamento penitenziario delle persone per essi condannate.

Immediata comunicazione della notizia di reato – Per reati interessati dalla riforma è estesa l’immediata comunicazione della notizia di reato anche in forma orale (art. 347, co. 3, c.p.p.: riformato) e la polizia giudiziaria procede senza ritardo al compimento degli atti delegati dal pubblico ministero, ponendo senza ritardo a disposizione di quest’ultimo la documentazione dell’attività svolta (art. 370, co 2-bis e 2-ter c.p.p.: introdotti).

Art. 1 Obbligo di riferire la notizia del reato 1. All’articolo 347, comma 3, del codice di procedura penale, dopo le parole: « nell’articolo 407, comma 2, lettera a), numeri da 1) a 6) » sono inserite le seguenti: « , del presente codice, o di uno dei delitti previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 612-bis e 612-ter del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice penale, ».

Assunzioni di informazioni dalla persona offesa ex art. 362 c.p.p. – Con riferimento ai reati interessati dalla riforma, il pubblico ministero, invece, assume informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia, querela o istanza, entro il termine di tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela di minori di anni diciotto o della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa.

Art. 2 Assunzione di informazioni 1. Dopo il comma 1-bis dell’articolo 362 del codice di procedura penale e’ aggiunto il seguente; «1-ter. Quando si procede per i delitti previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609- quater, 609-quinquies, 609-octies e 612-bis del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice, il pubblico ministero assume informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia, querela o istanza, entro il termine di tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela di minori di anni diciotto o della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa».

Informazioni alla persona offesa ex art. 90-bis c.p.p. – Oltre alle informazioni sulle strutture sanitarie presenti sul territorio, alle case famiglia, ai centri antiviolenza e alle case rifugio, sin dal primo contatto con l’autorità procedente vengono fornite alla persona offesa informazioni anche sui servizi di assistenza alle vittime di reato.

Comunicazioni dell’evasione e della scarcerazione ex art. 90-ter c.p.p. – La comunicazione dei provvedimenti di scarcerazione, di cessazione della misura di sicurezza detentiva e di evasione sono sempre effettuate alla persona offesa e al suo difensore, ove nominato, se si procede per i delitti interessati dalla riforma.

Requisiti della prova in casi particolari ex art. 190-bis c.p.p. – La possibilità di dare lettura alle dichiarazioni rese dalla persona offesa di reati contro la libertà sessuale acquisite in contraddittorio o ai sensi dell’art. 238 c.p.p. si estende ai minori degli anni diciotto (sino ad ora riservata ai minori degli anni sedici).

Allontanamento dalla casa familiare, divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e comunicazione dei relativi provvedimenti ex artt. 282-ter 282-quater c.p.p. – Introdotta la possibilità di controllo mediante mezzi elettronici o altri strumenti tecnici di cui all’art. 275-bis c.p.p. nell’applicazione del divieto di avvicinamento e obbligo di comunicazione dei provvedimenti riguardanti le misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento anche al difensore della persona offesa ove nominato.

Revoca e sostituzione delle misure ex art. 299 c.p.p. – I provvedimenti di revoca e sostituzione delle misure di cui agli artt. 282-bis , 282ter, 283, 284, 285 e 286 c.p.p. relative a delitti commessi con violenza alla persona non andranno più comunicati «al difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa» bensì «alla persona offesa e, ove nominato, al suo difensore».

Esecuzione dei provvedimenti del giudice di sorveglianza ex art. 659 c.p.p. – Quando deve essere disposta la scarcerazione del condannato per uno dei delitti interessati dalla riforma, il pubblico ministero che cura l’esecuzione ne dà immediata comunicazione, a mezzo della polizia giudiziaria, alla persona offesa e, ove nominato, al suo difensore.

Trasmissione obbligatoria di provvedimenti al giudice civile di cui al nuovo art. 64- bis cord. trans. c.p.p. – Ai fini della decisione dei procedimenti di separazione personale dei coniugi o delle cause relative ai figli minori di età o all’esercizio della potestà genitoriale, è trasmessa senza ritardo al giudice civile procedente copia delle ordinanze applicative, sostitutive e di revoca delle misure cautelari personali, dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, del provvedimento con il quale è disposta l’archiviazione e della sentenza emessi nei confronti di una delle parti in relazione ai reati interessati dalla riforma.

La legge, poi, ha introdotto alcuni istituti aventi ad oggetto il trattamento psicologico per i condannati per reati sessuali, per maltrattamenti contro familiari o conviventi e per atti persecutori nonchè misure a favore degli orfani e delle famiglie affidatarie.

Clicca qui per scoprire il testo completo della legge

LEGGE 19 luglio 2019, n. 69

Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge

Art. 1
Obbligo di riferire la notizia del reato
1. All’articolo 347, comma 3, del codice di procedura penale, dopo le parole: « nell’articolo 407, comma 2, lettera a), numeri da 1) a 6) » sono inserite le seguenti: « , del presente codice, o di uno dei delitti previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 612-bis e 612-ter del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice penale, ».

Art. 2
Assunzione di informazioni
1. Dopo il comma 1-bis dell’articolo 362 del codice di procedura penale e’ aggiunto il seguente;
«1-ter. Quando si procede per i delitti previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609- quater, 609-quinquies, 609-octies e 612-bis del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice, il pubblico ministero assume informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia, querela o istanza, entro il termine di tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela di minori di anni diciotto o della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa».

Art. 3
Atti diretti e atti delegati
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 370 del codice di procedura penale sono inseriti i seguenti;

«2-bis. Se si tratta di uno dei delitti previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 612-bis e 612-ter del codice penale, ovvero dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5, 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del medesimo codice, la polizia giudiziaria procede senza ritardo al compimento degli atti delegati dal pubblico ministero.

2-ter. Nei casi di cui al comma 2-bis, la polizia giudiziaria pone senza ritardo a disposizione del pubblico ministero la documentazione dell’attivita’ nelle forme e con le modalita’ previste dall’articolo 357».

Art. 4
Introduzione dell’articolo 387-bis del codice penale in materia di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa
1. Dopo l’articolo 387 del codice penale e’ inserito il seguente;
«Art. 387-bis (Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa). – Chiunque, essendovi legalmente sottoposto, violi gli obblighi o i divieti derivanti dal provvedimento che applica le misure cautelari di cui agli articoli 282-bis e 282-ter del codice di procedura penale o dall’ordine di cui all’articolo 384-bis del medesimo codice e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni».

Art. 5
Formazione degli operatori di polizia
1. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Polizia di Stato, l’Arma dei carabinieri e il Corpo di Polizia penitenziaria attivano presso i rispettivi istituti di formazione specifici corsi destinati al personale che esercita funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria in relazione alla prevenzione e al perseguimento dei reati di cui agli articoli 1, 2 e 3 o che interviene nel trattamento penitenziario delle persone per essi condannate. La frequenza dei corsi e’ obbligatoria per il personale individuato dall’amministrazione di appartenenza.
2. Al fine di assicurare l’omogeneita’ dei corsi di cui al comma 1, i relativi contenuti sono definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione, dell’interno, della giustizia e della difesa.

Art. 6
Modifica all’articolo 165 del codice penale in materia di sospensione condizionale della pena
1. All’articolo 165 del codice penale, dopo il quarto comma e’ inserito il seguente;
«Nei casi di condanna per i delitti di cui agli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609- quinquies, 609-octies e 612-bis, nonche’ agli articoli 582 e 583-quinquies nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, la sospensione condizionale della pena e’ comunque subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati».

2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli oneri derivanti dalla partecipazione ai corsi di recupero di cui all’articolo 165 del codice penale, come modificato dal citato comma 1, sono a carico del condannato.

Art. 7
Introduzione dell’articolo 558-bis del codice penale in materia di costrizione o induzione al matrimonio
1. Dopo l’articolo 558 del codice penale e’ inserito il seguente;
«Art. 558-bis (Costrizione o induzione al matrimonio). – Chiunque, con violenza o minaccia, costringe una persona a contrarre matrimonio o unione civile e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni.
La stessa pena si applica a chiunque, approfittando delle condizioni di vulnerabilita’ o di inferiorita’ psichica o di necessita’ di una persona, con abuso delle relazioni familiari, domestiche, lavorative o dell’autorita’ derivante dall’affidamento della persona per ragioni di cura, istruzione o educazione, vigilanza o custodia, la induce a contrarre matrimonio o unione civile.
La pena e’ aumentata se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni diciotto. La pena e’ da due a sette anni di reclusione se i fatti sono commessi in danno di un minore di anni quattordici.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando il fatto e’ commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia ovvero in danno di cittadino italiano o di straniero residente in Italia».

Art. 8
Modifica all’articolo 11 della legge 11 gennaio 2018, n. 4, in materia di misure in favore degli orfani per crimini domestici e delle famiglie affidatarie
1. All’articolo 11 della legge 11 gennaio 2018, n. 4, il comma 1 e’ sostituito dal seguente; «1. La dotazione del Fondo di cui all’articolo 2, comma 6-sexies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, come modificato dall’articolo 14 della legge 7 luglio 2016, n. 122, e’ incrementata di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, di 5 milioni di euro per l’anno 2019 e di 7 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, per le seguenti finalita’ a valere su tale incremento;
a) una quota pari a 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017 e’ destinata all’erogazione di borse di studio in favore degli orfani per crimini domestici e al finanziamento di iniziative di orientamento, di formazione e di sostegno per l’inserimento dei medesimi nell’attivita’ lavorativa ai sensi delle disposizioni della presente legge, assicurando che almeno il 70 per cento di tale somma sia destinato agli interventi in favore dei minori e che la quota restante, ove ne ricorrano i presupposti, sia destinata agli interventi in favore dei soggetti maggiorenni economicamente non autosufficienti;
b) una quota pari a 3 milioni di euro per l’anno 2019 e a 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020 e’ destinata, in attuazione di quanto disposto dall’articolo 5,

comma 4, della legge 4 maggio 1983, n. 184, a misure di sostegno e di aiuto economico in favore delle famiglie affidatarie, secondo criteri di equita’ fissati con apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione».

2. Alla copertura dei maggiori oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, pari a 3 milioni di euro per l’anno 2019 e a 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2019-2021, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2019, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

Art. 9
Modifiche agli articoli 61, 572 e 612-bis del codice penale, nonche’ al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159
1. All’articolo 61, numero 11-quinquies, del codice penale, le parole: «, contro la liberta’ personale nonche’ del delitto di cui all’articolo 572,» sono sostituite dalle seguenti: «e contro la liberta’ personale,».
2. All’articolo 572 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni;
a) al primo comma, le parole: «da due a sei anni» sono sostituite dalle seguenti: «da tre a sette anni»;
b) dopo il primo comma e’ inserito il seguente;
«La pena e’ aumentata fino alla meta’ se il fatto e’ commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilita’ come definita ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero se il fatto e’ commesso con armi»;
c) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma;
«Il minore di anni diciotto che assiste ai maltrattamenti di cui al presente articolo si considera persona offesa dal reato.».
3. All’articolo 612-bis, primo comma, del codice penale, le parole;
«da sei mesi a cinque anni» sono sostituite dalle seguenti: «da un anno a sei anni e sei mesi».
4. All’articolo 4, comma 1, lettera i-ter), del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le parole: «del delitto di cui all’articolo 612-bis» sono sostituite dalle seguenti: «dei delitti di cui agli articoli 572 e 612-bis».
5. All’articolo 8, comma 5, del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le parole da: «di cui» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 1, comma 1, lettera c), e 4, comma 1, lettera i-ter), il divieto di avvicinarsi a determinati luoghi, frequentati abitualmente dalle persone cui occorre prestare protezione o da minori».

Art. 10
Introduzione dell’articolo 612-ter del codice penale in materia di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti
1. Dopo l’articolo 612-bis del codice penale e’ inserito il seguente;
«Art. 612-ter (Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti). – Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, e’ punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000.
La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento.
La pena e’ aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che e’ o e’ stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.
La pena e’ aumentata da un terzo alla meta’ se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorita’ fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza.
Il delitto e’ punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e’ di sei mesi. La remissione della querela puo’ essere soltanto processuale. Si procede tuttavia d’ufficio nei casi di cui al quarto comma, nonche’ quando il fatto e’ connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio».

Art. 11
Modifiche all’articolo 577 del codice penale
1. All’articolo 577 del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni;
a) al primo comma, numero 1, dopo le parole: «o il discendente» sono inserite le seguenti: «anche per effetto di adozione di minorenne» e le parole: «o contro la persona legata al colpevole da relazione affettiva e con esso stabilmente convivente» sono sostituite dalle seguenti: «o contro la persona stabilmente convivente con il colpevole o ad esso legata da relazione affettiva»;
b) al secondo comma, dopo le parole: «l’altra parte dell’unione civile, ove cessata,» sono inserite le seguenti: «la persona legata al colpevole da stabile convivenza o relazione affettiva, ove cessate,» e dopo le parole: «la sorella,» sono inserite le seguenti; «l’adottante o l’adottato nei casi regolati dal titolo VIII del libro primo del codice civile,»; c) dopo il secondo comma e’ aggiunto il seguente;
«Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 62, numero 1, 89, 98 e 114, concorrenti con le circostanze aggravanti di cui al primo comma, numero 1, e al secondo comma, non possono essere ritenute prevalenti rispetto a queste».

Art. 12
Modifiche al codice penale in materia di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, nonche’ modifiche all’articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354
1. Dopo l’articolo 583-quater del codice penale e’ inserito il seguente;

«Art. 583-quinquies (Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso). – Chiunque cagiona ad alcuno lesione personale dalla quale derivano la deformazione o lo sfregio permanente del viso e’ punito con la reclusione da otto a quattordici anni.
La condanna ovvero l’applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per il reato di cui al presente articolo comporta l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all’amministrazione di sostegno».
2. All’articolo 576, primo comma, numero 5, del codice penale, dopo la parola: «572,» e’ inserita la seguente: «583-quinquies,».
3. All’articolo 583, secondo comma, del codice penale, il numero 4 e’ abrogato.
4. All’articolo 585, primo comma, del codice penale, dopo la parola: «583-bis» e’ inserita la seguente: «, 583-quinquies».
5. All’articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni;
a) al comma 1-quater, dopo le parole: «per i delitti di cui agli articoli » e’ inserita la seguente: «583-quinquies,»;
b) al comma 1-quinquies, dopo le parole: «per i delitti di cui agli articoli» e’ inserita la seguente: «583-quinquies,».

Art. 13
Modifiche agli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-septies e 609-octies del codice penale
1. All’articolo 609-bis, primo comma, del codice penale le parole;
«da cinque a dieci anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei a dodici anni».
2. All’articolo 609-ter del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni;
a) al primo comma;
1) all’alinea, le parole: «La pena e’ della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all’articolo 609-bis» sono sostituite dalle seguenti: «La pena stabilita dall’articolo 609-bis e’ aumentata di un terzo se i fatti ivi previsti»;
2) il numero 1) e’ sostituito dal seguente;
«1) nei confronti di persona della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il tutore»;
3) il numero 5) e’ sostituito dal seguente;
«5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni diciotto»;
b) il secondo comma e’ sostituito dal seguente;
«La pena stabilita dall’articolo 609-bis e’ aumentata della meta’ se i fatti ivi previsti sono commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici. La pena e’ raddoppiata se i fatti di cui all’articolo 609-bis sono commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci».
3. All’articolo 609-quater del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni;
a) dopo il secondo comma e’ inserito il seguente;
«La pena e’ aumentata se il compimento degli atti sessuali con il minore che non abbia compiuto gli anni quattordici avviene in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilita’, anche solo promessi»;

b) al terzo comma, le parole: «tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «quattro anni».
4. All’articolo 609-septies del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni;
a) al primo comma, le parole: «articoli 609-bis, 609-ter e 609-quater» sono sostituite dalle seguenti: «articoli 609-bis e 609-ter»;
b) al secondo comma, la parola: «sei» e’ sostituita dalla seguente: «dodici»;
c) al quarto comma, il numero 5) e’ abrogato.
5. All’articolo 609-octies del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni;
a) al secondo comma, le parole: «da sei a dodici anni» sono sostituite dalle seguenti: «da otto a quattordici anni»;
b) al terzo comma, le parole: «La pena e’ aumentata se concorre taluna delle» sono sostituite dalle seguenti: «Si applicano le».

Art. 14
Modifiche alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e agli articoli 90-bis e 190-bis del codice di procedura penale
1. Dopo l’articolo 64 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e’ inserito il seguente;
«Art. 64-bis (Trasmissione obbligatoria di provvedimenti al giudice civile). – 1. Ai fini della decisione dei procedimenti di separazione personale dei coniugi o delle cause relative ai figli minori di eta’ o all’esercizio della potesta’ genitoriale, copia delle ordinanze che applicano misure cautelari personali o ne dispongono la sostituzione o la revoca, dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, del provvedimento con il quale e’ disposta l’archiviazione e della sentenza emessi nei confronti di una delle parti in relazione ai reati previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 612-bis e 612-ter del codice penale, nonche’ dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del codice penale e’ trasmessa senza ritardo al giudice civile procedente».
2. All’articolo 90-bis, comma 1, lettera p), del codice di procedura penale, le parole: «e alle case rifugio» sono sostituite dalle seguenti: «, alle case rifugio e ai servizi di assistenza alle vittime di reato».
3. All’articolo 190-bis, comma 1-bis, del codice di procedura penale, le parole: «anni sedici» sono sostituite dalle seguenti;
«anni diciotto».

Art. 15
Modifiche agli articoli 90-ter, 282-ter, 282-quater, 299 e 659 del codice di procedura penale
1. All’articolo 90-ter del codice di procedura penale e’ aggiunto, in fine, il seguente comma;
«1-bis. Le comunicazioni previste al comma 1 sono sempre effettuate alla persona offesa e al suo difensore, ove nominato, se si procede per i delitti previsti dagli articoli 572, 609- bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies e 612-bis del codice penale, nonche’ dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del codice penale».

2. Al comma 1 dell’articolo 282-ter del codice di procedura penale sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, anche disponendo l’applicazione delle particolari modalita’ di controllo previste dall’articolo 275-bis».

3. Al comma 1 dell’articolo 282-quater del codice di procedura penale, dopo le parole: «alla parte offesa» sono inserite le seguenti: «e, ove nominato, al suo difensore».
4. Al comma 2-bis dell’articolo 299 del codice di procedura penale, le parole: «al difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa» sono sostituite dalle seguenti: «alla persona offesa e, ove nominato, al suo difensore».

5. Dopo il comma 1 dell’articolo 659 del codice di procedura penale e’ inserito il seguente;
«1-bis. Quando a seguito di un provvedimento del giudice di sorveglianza deve essere disposta la scarcerazione del condannato per uno dei delitti previsti dagli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies e 612-bis del codice penale, nonche’ dagli articoli 582 e 583-quinquies del codice penale nelle ipotesi aggravate ai sensi degli articoli 576, primo comma, numeri 2, 5 e 5.1, e 577, primo comma, numero 1, e secondo comma, del codice penale, il pubblico ministero che cura l’esecuzione ne da’ immediata comunicazione, a mezzo della polizia giudiziaria, alla persona offesa e, ove nominato, al suo difensore».

Art. 16
Modifica all’articolo 275 del codice di procedura penale
1. All’articolo 275, comma 2-bis, del codice di procedura penale, dopo la parola: «612- bis» e’ inserita la seguente: «, 612-ter».

Art. 17
Modifiche all’articolo 13-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di trattamento psicologico per i condannati per reati sessuali, per maltrattamenti contro familiari o conviventi e per atti persecutori
1. All’articolo 13-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni;
a) al comma 1, le parole: «nonche’ agli articoli 609-bis e 609-octies del medesimo codice, se commessi in danno di persona minorenne » sono sostituite dalle seguenti: « nonche’ agli articoli 572, 583-quinquies, 609-bis, 609-octies e 612-bis del medesimo codice»;
b) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma;
«1-bis. Le persone condannate per i delitti di cui al comma 1 possono essere ammesse a seguire percorsi di reinserimento nella societa’ e di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati, organizzati previo accordo tra i suddetti enti o associazioni e gli istituti penitenziari»;
c) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Trattamento psicologico per i condannati per reati sessuali, per maltrattamenti contro familiari o conviventi e per atti persecutori».

Art. 18
Modifica all’articolo 5-bis del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, in materia di riequilibrio territoriale dei centri antiviolenza
1. All’articolo 5-bis, comma 2, lettera d), del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, le parole da: «, riservando un terzo» fino alla fine della lettera sono soppresse.

Art. 19
Modifiche al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 204, recante attuazione della direttiva 2004/80/CE relativa all’indennizzo delle vittime di reato
1. Al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 204, sono apportate le seguenti modificazioni;
a) all’articolo 1, le parole: «la procura generale della Repubblica presso la corte d’appello» sono sostituite, ovunque ricorrono, dalle seguenti: «la procura della Repubblica presso il tribunale»;
b) all’articolo 3, comma 1, le parole: «procura generale della Repubblica presso la corte d’appello» sono sostituite dalle seguenti;
«procura della Repubblica presso il tribunale»;
c) all’articolo 4, le parole: «procura generale della Repubblica presso la corte d’appello» sono sostituite, ovunque ricorrano, dalle seguenti: «procura della Repubblica presso il tribunale»;
d) all’articolo 7, comma 1, le parole: «delle procure generali presso le corti d’appello» sono sostituite dalle seguenti: «delle procure della Repubblica presso i tribunali».

Art. 20
Modifica all’articolo 11 della legge 7 luglio 2016, n. 122, in materia di indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti
1. All’articolo 11, comma 2, della legge 7 luglio 2016, n. 122, dopo le parole: «secondo comma, del codice penale» sono inserite le seguenti: «nonche’ per il delitto di deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al viso di cui all’articolo 583- quinquies del codice penale».

Art. 21
Clausola di invarianza finanziaria
1. Dall’attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 19 luglio 2019 MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei ministri Bonafede, Ministro della giustizia
Visto, il Guardasigilli: Bonafede

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Ho approntato, nel corso degli anni, consulenza e difesa nell’ambito di procedimenti penali inerenti a varie materie. Svolgo la mia professione con zelo e dedizione e la mia soddisfazione è riuscire a guadagnare la fiducia dei clienti. Sono iscritto nelle liste dei difensori abilitati al gratuito patrocinio. Non esitate a contattarmi per qualsiasi informazione.

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