Stalking & Molestie | Tutela

Stalking

Lo STUDIO LEGALE è particolarmente attento alle problematiche che nascono nel corso della vita familiare e, nello specifico, alla tutela giuridica delle vittime di stalking, maltrattamenti e violenze nell’ambito di un contesto familiare.
In particolare, lo STUDIO si propone di assistere, sia in ambito civile che penale, tutte le vittime di tali gravi reati consentendo alle stesse, anche per il tramite del Gratuito Patrocinio, di accedere alla Giustizia per vedersi riconosciuti i propri diritti e, nel caso, per denunciare tali crimini al fine di evitare il ripetersi o il protrarsi di condotte violente.


L’Avv. MARCO TRASACCO (Penalista) è particolarmente impegnato nei cosiddetti delitti intrafamiliari ovvero di quel fenomeno che riguarda ogni forma di abuso fisico, psicologico, sessuale ed ogni comportamento comunque coercitivo esercitato per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare.

Ai tradizionali reati di violenza domestica (percosse, lesioni, ingiurie diffamazione, sequestro di persona, atti persecutori, violenza sessuale, omicidio), recentemente, il legislatore ha introdotto nuove figure di reato come quella di stalking, ovvero atti persecutori ed ha modificato fattispecie esistenti come quella dei maltrattamenti in famiglia e del Femminicidio (vedi recente introduzione del c.d. “Codice Rosso”).

Le vittime di tali gravi reati possono partecipare al processo penale, chiedere l’applicazione nei confronti del loro aggressore di misure cautelari, richiedere ed ottenere la condanna degli imputati alle pene di giustizia e al risarcimento del danno attraverso la costituzione di parte civile.

L’Avv. MARCO TRASACCO è iscritto nelle liste degli Avvocati abilitati alle difese per il patrocinio a spese dello Stato (Gratuito Patrocinio) presso i Tribunali di Santa Maria Capua Vetere, Napoli, Napoli Nord (Aversa), Nola ed altro.

VUOI MAGGIORI INFORMAZIONI SULL’ARGOMENTO O ESSERE ASSISTITO CON IL GRATUITO PATROCINIO?

Non esitare! Contatta subito l’Avv. Marco Trasacco:

333.1751327  | WhatsApp , 

  studiolegale@marcotrasacco.it  

Il reato di stalking

Il Decreto Legge 23 Febbraio 2009 n.11 (cosiddetto decreto Maroni), convertito, con modifiche, in Legge n. 38 del 23 Aprile 2009, nel Capo II intitolato “ Disposizioni in materia di atti persecutori” ha introdotto nel nostro ordinamento il reato di “Atti persecutori” (art. 612-bis c.p.) – c.d. stalking (dall’inglese to stalk, letteralmente “fare la posta”).

L’art. 612-bis c.p. prevede che è punito chi “con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita“.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.”
Appare chiaro dal tenore letterale che la norma punisce gli atti persecutori reiterati e continui posti in essere in danno di persone quasi sempre legate all’autore del reato da un pregresso rapporto sentimentale.

Quali comportamenti ricadono nella fattispecie delittuosa di stalking?
I comportamenti sono vari: pedinamenti; appostarsi fuori dall’abitazione o dal luogo di lavoro della vittima, telefonate, inviare sms, e-mail non gradite o dai contenuti osceni; minacciare verbalmente o fisicamente la vittima o i suoi congiunti; danneggiare oggetti di proprietà della vittima…

Come capire allora quando si tratta veramente di stalking?
Per prima cosa le molestie devono essere ripetute nel tempo, deve, quindi, trattarsi di più episodi, almeno due, e non necessariamente dello stesso tipo che si manifestano in un arco temporale limitato, solitamente uno o due mesi.
Deve, inoltre, trattarsi di condotte non apprezzate dalla vittima e tali da suscitare nella stessa sentimenti di preoccupazione, ansia, paura per la propria incolumità o per quella delle persone a lei legate.

Quali i protagonisti di questa fattispecie delittuosa?
I protagonisti della fattispecie criminosa sono:
– il soggetto attivo e
– il soggetto passivo.
Quanto al soggetto attivo c.d. stalker, l’art. 612 -bis c.p. prevede, al primo comma, che la condotta venga posta in essere da chiunque. Ci troviamo, dunque, di fronte ad un reato comune che si contrappone, come noto, al reato proprio. Pertanto, in tema di atti persecutori saranno soggetti attivi della fattispecie de qua tutti gli esseri umani dotati della capacità penale, id est della capacità di essere soggetto del diritto penale, intesa come soggezione alla legge criminale.
Soggetto passivo è la vittima c.d. stalkizzata nei confronti della quale lo stalker pone in essere una serie di comportamenti ripetuti volti alternativamente alla ricerca di contatto, alla sorveglianza o al tentativo di comunicazione.
Vittime di stalking sono soprattutto le donne, talvolta anche gli uomini. Quando stalker è un ex – in questo soggetto è presente la voglia di vendetta, nata per essere stati lasciati o per incapacità di affrontare/ di reagire l’abbandono.

Esiste un’alternativa alla querela?
Sì. L’articolo 8 della Legge n. 38/2009 rubricato “Ammonimento” dà la possibilità alla persona offesa – purché non abbia già sporto querela – di esporre i fatti al Questore, formulando richiesta di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta persecutoria.
Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale.

Cos’è l’ammonimento?
L’ammonimento è un provvedimento amministrativo –non penale – che ricade nella sfera di competenza del Questore che – su richiesta della vittima di comportamenti persecutori, valutati i fatti anche sulla base delle informazioni raccolte dagli organi investigativi – ammonisce il molestatore invitandolo ad interrompere il comportamento persecutorio.

Divieto di avvicinamento
Con il d.l. 11/2009, convertito dalla l. n. 38/2009, il legislatore contestualmente all’introduzione del nuovo reato di atti persecutori, al fine di assicurare una più adeguata protezione alle vittime, ha ampliato lo spettro delle misure cautelari coercitive, attraverso la previsione della nuova misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, ex art. 282-ter c.p.p.

ARTICOLI IN MATERIA DI STALKING