Tribunale di Napoli Nord (Aversa)

Tribunale di Napoli Nord

Piazza Trento e Trieste, 2781031 AVERSA (CE) tel.: 0819794111. Il Tribunale di Napoli Nord è sito all’interno del Castello Aragonese di Aversa, uno dei castelli più belli della città (sito web ufficiale).La costruzione del Tribunale di Napoli Nord risale al Medioevo. Prese questo nome da Alfonso d’Aragona, che lo utilizzò come dimora e ne modificò alcune parti. Venne anche utilizzato come manicomio giudiziario. Da qualche anno, è sede della “Scuola di Formazione e Aggiornamento dell’Amministrazione Penitenziaria”. Attualmente, è in ottimo stato di conservazione e si può ammirare in tutta la sua maestosità e magnificenza.

 

Gli Avvocati Paolo Pecorario e Marco Trasacco sono particolarmente attenti alla tutela e difesa dei meno abbienti e sono inscritti nelle liste degli Avvocati abilitati alle difese per il patrocinio a spese dello Stato (Gratuito Patrocinio) esistente presso il competente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati presso il Tribunale di Napoli Nord (Aversa).

Un pò di storia…

Il Castello di Ruggiero II° sorse nei pressi della chiesa di Santa Maria a Piazza, nell’area del Patibulum, al limite settentrionale della terza cerchia di mura. Venne costruito di forma quadrata, con le torri merlate agli angoli e orientato, secondo un’antica ripartizione, sui quattro angoli del mondo: zona àntica, pòstica, dell’occàso, dell’ovest. Si ergeva su quattro livelli ed un sottopiano, le carceri e i magazzini. Il primo piano terminava col terrazzo mentre la zona centrale, il castello vero e proprio, comprendeva altri due livelli. Il terzo nelle torri est ed ovest aveva scale nella muratura: quando veniva espugnata una torre l’altra, essendo isolata, era ancora salda. La tipologia segue schemi di derivazione orientale le cui origini vanno cercate nelle fortezze di Antiochia che i nostri costruttori hanno certamente conosciute.
Concludevano le torri merlate una sorta di incastellatura.

Nella I° Crociata a raggiungere per primi la Terrasanta furono i normanni aversani, partiti forse proprio da questo castello e, con Goffredo di Buglione e Boemondo, vi crearono quattro stati. Poiché i costruttori del castello di Saone (Francia) furono Roberto, figlio di Tancredi, e Guglielmo suo figlio, gli stessi che erano al seguito di Ruggiero, anche a costoro potrebbe assegnarsi il Castello di Aversa, che per l’appunto presenta analogie con quello di Saone; e poiché Federico II° ben conosceva il castello di Aversa per averlo visitato in più occasioni, non si può escludere che gli sia servito come modello di base per i castelli pugliesi e siciliani.

Il castello fu elaborato col modulo della sezione aurea, ‘media ed estrema ragione’, che vediamo ripetersi più volte nell’impianto dello schema, ritenuto già nell’antichità “proporzione divina”. A Federico II°, invece, si deve la creazione del portico interno, forse il rifacimento delle torri angolari, il restauro di qualche ala e, probabilmente anche la sistemazione del nuovo fossato.
In seguito è stato dimora e rifugio di principi, di regine famose, regnanti e capitani di ventura, tra cui Giovanna I d’Angiò (Giovanna la pazza), tristemente nota per il suo carattere volubile e sensuale, e Muzio Attendolo Sforza, padre del più famoso Francesco.
Dopo i danni del 1382, del 1456 e 1457, nel 1492 il castello ebbe una nuova sistemazione da Alfonso d’Aragona così come appare nella veduta della città di Aversa (XVI-XVII sec.) riportata da Pacicchelli dove è visibile il quadrato con i filari di pietre sovrapposte e il terrazzo: fu allora che prese il nome di Castello Aragonese. Il castello, circondato da un alto fossato e munito di bastioni, si sviluppò intorno ad un cortile quadrato e porticato, con al piano terra una loggia con un numero pari di arcate per lato ed al primo piano grosse sale coperte con volte a botte che danno sul cortile centrale. Il Re Alfonso lo abitò spesso sostandovi lungamente nel corso dei suoi spostamenti fra Napoli e Capua.
Nel 1700, per le alterne fortune e l’incuria umana il castello era di nuovo in rovina, finché nel 1750 Carlo III di Borbone, (che volle anche la Reggia di Caserta), ne affidò il restauro al suo architetto migliore, Luigi Vanvitelli, per farne un Quartiere di Cavalleria. Furono eseguite aggiunte sia sulle ali dell’antico corpo che sul secondo e terzo livello, ed il quarto, integrato nelle torri, fu costruito ex novo.

A seguito di tale intervento scomparve del tutto la struttura originaria poiché le cortine perimetrali furono recintate da un unico ordine architettonico, il tuscanico, ed il fossato fu completamente coperto. Il maestoso castello, che si può ancora oggi ammirare nella Piazza Trieste e Trento, misura circa 103 metri per lato e 27 di altezza, ed è dotato di spesse mura quadrate e dall’alto delle sue quattro torri, domina la vasta zona circostante.Ma sia per i travagli storici, sia per l’incuria umana alla fine dell’800 il castello era di nuovo in rovina, e solo nel 1931 ritornò alla ribalta per merito del noto frenologo aversano Filippo Saporito (di cui di cui il Manicomio porta il nome), che dopo averlo fatto restaurare, lo utilizzò per ampliare la sua adiacente Casa di Cura e di Custodia, divenendo così un Carcere Giudiziario tra i più famosi d’Italia. Infine, l’ultimo (per adesso) utilizzo, quello di Scuola di Polizia Penitenziara, dopo la separazione (solo amministrativa) del Castello dal Manicomio Criminale. La scuola è nel Castello, il manicomio è tornato negli edifici originari degli anni ’30.