Non c’è stalking per il padre che cerca, seppur insistentemente, solo di vedere la figlia

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Avv. Marco Trasacco | In una recente sentenza, la Corte di Appello di Roma ha precisato che il padre che “perseguita” la propria ex al solo fine di vedere la figlia non può essere condannato per stalking in mancanza di un intento persecutorio (Sentenza 537/18).

Nel caso di specie, in motivazione è stato evidenziato che il padre aveva unicamente posto in essere comportamenti,  pur “con modalità personalizzate e ridondanti”, originati dalla sola volontà di esercitare il diritto di visita della figlia minorenne e, dunque, mancava un effettivo intento persecutorio in danno della ex compagna.

Per la Corte “…non può dirsi sufficientemente provato l’elemento psicologico del reato, ossia il dolo necessario alla consumazione del reato inteso quale consapevolezza della idoneità delle proprie condotte alla produzione di uno degli eventi alternativamente previsti dalla norma incriminatrice, ossia ingenerare il fondato timore per l’incolumità propria o costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita…”

Per i Giudici le condotte del padre, nel caso di specie, restano “..confinate nell’ambito del tentativo di conservare, sia pure attraverso atti dimostrativi, abnormi ed insistenti, i propri contatti con la figlia…”.

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