Author Archives: Avv. Marco Trasacco

Violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 bis c.p.): figli nati fuori del matrimonio

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Avv. Marco Trasacco | Il Dlgs 21/2018 che, nell’inserire il principio della “riserva di codice” nel nostro ordinamento penale, ha introdotto l’articolo 570-bis, per sanzionare il “coniuge” che si sottrarre all’obbligo di corresponsione di qualsiasi tipologia di assegno dovuto nel caso di cessazione del matrimonio, non ha voluto operare alcuna distinzione con il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento da parte dell’ex convivente. L’unica interpretazione sistematicamente coerente e costituzionalmente compatibile e orientata, è quella dell’applicazione a tali ipotesi dell’articolo 570-bis del codice penale, che si limita a spostare la previsione della sanzione penale all’interno del codice penale, anche alla violazione degli obblighi di natura economica che riguardano i figli nati fuori del matrimonio (Cassazione penale sez. VI, 24/10/2018, n.55744).

La separazione legale non esclude di per sé il reato di maltrattamenti in famiglia

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Avv. Marco Trasacco | È configurabile il delitto di maltrattamenti in famiglia anche in danno di persona non convivente o non più convivente con l’agente, quando quest’ultimo e la vittima siano legati da vincoli nascenti dal coniugio o dalla filiazione, atteso che la convivenza non rappresenta un presupposto della fattispecie e, pertanto, quanto al rapporto tra i coniugi, la separazione legale non esclude il reato quando le condotte persecutorie incidano sui vincoli di reciproco rispetto, assistenza morale e materiale, nonché di collaborazione, che permangono integri anche seguito della cessazione della convivenza (Cassazione penale sez. VI, 05/12/2018, (ud. 05/12/2018, dep. 11/02/2019), n.6506).

Infortunio sul lavoro: attenuante del risarcimento del danno

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Avv. Marco Trasacco | Ai fini della sussistenza dell’attenuante di cui all’art. 62 n. 6 c.p. il risarcimento, ancorché effettuato da una società di assicurazione, deve ritenersi eseguito personalmente dall’imputato medesimo se questi ne abbia conoscenza, mostri la volontà di farlo proprio e sia integrale nei confronti di tutte le persone offese (Sez. IV, sentenza 9 gennaio 2019 – 23 gennaio 2019 n. 3217 – Pres. Piccialli – Rel. Picardi).

Attenuante del risarcimento del danno: necessario il rispetto delle norme civili dell’offerta reale

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Avv. Marco Trasacco | Ai fini della configurabilità della circostanza attenuante del risarcimento del danno di cui all’art. 62, comma 1, n. 6, c.p., in caso di rifiuto del creditore, l’osservanza delle forme prescritte dalla legge civile equipollenti alla dazione diretta, come l’offerta reale, rendono effettiva la riparazione e rivelano la reale volontà dell’imputato di eliminare le conseguenze dannose del reato (Cassazione penale sez. II, 19/10/2018, (ud. 19/10/2018, dep. 16/11/2018), n.51926)

La minaccia nel reato di truffa e di estorsione: distinzione

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Avv. Marco Trasacco | Il criterio distintivo tra il reato di truffa e quello di estorsione, quando il fatto è connotato dalla minaccia di un male, va ravvisato essenzialmente nel diverso modo di atteggiarsi della condotta lesiva e nella diversa incidenza nella sfera soggettiva della vittima. Ricorre la prima ipotesi delittuosa se il male viene ventilato come possibile ed eventuale e comunque non dipendente (direttamente o indirettamente) da chi lo prospetta, sicché la persona offesa non è coartata, ma si determina alla prestazione, costituente l’ingiusto profitto dell’agente, perché tratta in errore dalla esposizione di un pericolo inesistente; si configura, invece, l’estorsione se il male viene indicato come certo e realizzabile ad opera del reo o di altri, in tal caso la persona offesa è posta nella ineluttabile alternativa di far conseguire all’agente il preteso profitto o di subire il male minacciato (Cassazione penale , sez. II , 09/10/2018 , n. 47300)

Violenza domestica: figlio naturale, ora possibile l’allontanamento dalla casa familiare anche per lesioni lievissime

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Avv. Marco Trasacco | Possibile applicare l’allontanamento dalla casa familiare nei confronti di chi sia imputato o indagato anche per lesioni volontarie lievissime commesse nei confronti di figli naturali, discendenti o ascendenti in generale, nonché del coniuge, anche separato o divorziato, dell’altra parte dell’unione civile e del convivente in modo stabile con cui la vittima abbia un rapporto affettivo (Corte Costituzionale con la sentenza 14 dicembre 2018, n. 236).