Category Archives: Diritto Penale

Infortunio sul lavoro: attenuante del risarcimento del danno

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Avv. Marco Trasacco | Ai fini della sussistenza dell’attenuante di cui all’art. 62 n. 6 c.p. il risarcimento, ancorché effettuato da una società di assicurazione, deve ritenersi eseguito personalmente dall’imputato medesimo se questi ne abbia conoscenza, mostri la volontà di farlo proprio e sia integrale nei confronti di tutte le persone offese (Sez. IV, sentenza 9 gennaio 2019 – 23 gennaio 2019 n. 3217 – Pres. Piccialli – Rel. Picardi).

Attenuante del risarcimento del danno: necessario il rispetto delle norme civili dell’offerta reale

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Avv. Marco Trasacco | Ai fini della configurabilità della circostanza attenuante del risarcimento del danno di cui all’art. 62, comma 1, n. 6, c.p., in caso di rifiuto del creditore, l’osservanza delle forme prescritte dalla legge civile equipollenti alla dazione diretta, come l’offerta reale, rendono effettiva la riparazione e rivelano la reale volontà dell’imputato di eliminare le conseguenze dannose del reato (Cassazione penale sez. II, 19/10/2018, (ud. 19/10/2018, dep. 16/11/2018), n.51926)

La minaccia nel reato di truffa e di estorsione: distinzione

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Avv. Marco Trasacco | Il criterio distintivo tra il reato di truffa e quello di estorsione, quando il fatto è connotato dalla minaccia di un male, va ravvisato essenzialmente nel diverso modo di atteggiarsi della condotta lesiva e nella diversa incidenza nella sfera soggettiva della vittima. Ricorre la prima ipotesi delittuosa se il male viene ventilato come possibile ed eventuale e comunque non dipendente (direttamente o indirettamente) da chi lo prospetta, sicché la persona offesa non è coartata, ma si determina alla prestazione, costituente l’ingiusto profitto dell’agente, perché tratta in errore dalla esposizione di un pericolo inesistente; si configura, invece, l’estorsione se il male viene indicato come certo e realizzabile ad opera del reo o di altri, in tal caso la persona offesa è posta nella ineluttabile alternativa di far conseguire all’agente il preteso profitto o di subire il male minacciato (Cassazione penale , sez. II , 09/10/2018 , n. 47300)

Violenza domestica: figlio naturale, ora possibile l’allontanamento dalla casa familiare anche per lesioni lievissime

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Avv. Marco Trasacco | Possibile applicare l’allontanamento dalla casa familiare nei confronti di chi sia imputato o indagato anche per lesioni volontarie lievissime commesse nei confronti di figli naturali, discendenti o ascendenti in generale, nonché del coniuge, anche separato o divorziato, dell’altra parte dell’unione civile e del convivente in modo stabile con cui la vittima abbia un rapporto affettivo (Corte Costituzionale con la sentenza 14 dicembre 2018, n. 236).

Il datore di lavoro non è responsabile quando l’infortunio del lavoratore avviene per un comportamento abnorme di quest’ultimo

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Avv. Marco Trasacco | In tema di responsabilità omissiva del datore di lavoro per infortunio mortale del lavoratore, l’esclusione della causalità di cui all’art. 41, comma 2 c.p. per un fatto colposo del lavoratore è limitata ai casi di condotta abnorme del medesimo. Il comportamento del lavoratore va ritenuto abnorme allorquando, pur rientrando nelle mansioni che gli sono state attribuite, consista in azioni od omissioni radicalmente, ontologicamente, lontane dalle ipotizzabili – e quindi prevedibili – scelte, anche imprudenti, di un lavoratore nell’esecuzione del lavoro, con conseguente esonero da responsabilità del titolare della posizione di garanzia (Cassazione penale sez. IV, 29/03/2018, n.31615)

La truffa si consuma nel luogo e nel tempo in cui la vittima ha versato il denaro sulla postepay

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Avv. Marco Trasacco | Nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta di pagamento ricaricabile (nella specie “postepay“), il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha realizzato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima (Cassazione penale , sez. I , 17/10/2018 , n. 49988).